da http://signoraggio.forumfree.net/?t=35198559
(E' ora di cambiare l'ottica)
Signori, il dado è tratto. La nebbia che avvolge da sempre i principi contabili bancari e con essi la loro contabilità e i loro bilanci, si sta diradando. Ma invece di intravedere un paesaggio nitido e gradevole, non si vede altro che degradazione ed offesa all’intelligenza e alla buona fede di certi umani.
Ultimamente ho dedicato tempo e studio a cercare di capire come operano le banche relativamente alla raccolta di denaro e ai prestiti che erogano. Qual è, cioè, la relazione esistente tra questi due fatti finanziari. Ma soprattutto, cosa prestano le banche, denaro che hanno o denaro che non hanno? La risposta sembra ovvia a chi tenta di opporsi al signoraggio delle banche private. Le banche prestano indubbiamente denaro che non hanno. A molti questa affermazione sembrerà un’eresia. Ma è anche un’affermazione che sia i banchieri, sia gli economisti accademici e i giornalisti economici si lasciano scivolare addosso come un’ovvietà che ci giunge dalla semplice matematica, dato che, quando si parla del “moltiplicatore dei depositi” e dell’effetto leva che produce, lo si fa sempre riferendosi all’intero sistema bancario. In termini semplici: costoro ribattono all’accusa che il sistema bancario riesce a prestare fino a 50 volte un deposito che riceve chiamando in causa la matematica, la quale chiaramente gli va in soccorso perché è vero che se Tizio versa 1.000 euro nella sua banca, la sua banca (grazie ad un coefficiente di riserva del 2% di quel deposito) tratterrà 20 euro in riserva e presterà 980 euro a Caio. Caio verserà 980 euro in un’altra banca e questa, dopo aver trattenuto 19,60 euro, presterà a Sempronio 961,40 euro. Proseguendo così, si giungerà a prestare 50.000 euro dal deposito di 1.000. Questo meccanismo, per i neofiti dell’argomento, si chiama moltiplicatore dei depositi. Ma sono cose già dette e ridette tra chi si occupa di questi argomenti. Ma qual è ora l’agghiacciante novità di questa trattazione. Eccola: la singola banca presta indipendentemente da quanto contante raccoglie dalla clientela, crea denaro dal nulla semplicemente prestandolo e il coefficiente di riserva serve solo a trattenere da un deposito di contanti quella piccola quantità di denaro che dovrebbe servire a garantire una liquidità per eventuali rimborsi dei depositanti e nulla più, ma non ha alcuna attinenza con i prestiti che effettua. Voglio rimarcare bene questo fatto: la singola banca non funge da vero intermediario finanziario, mettendo in comunicazione chi ha il denaro e chi non ce l’ha, la singola banca non raccoglie denaro per poi prestarlo ma presta e basta, senza il bisogno di raccogliere alcunché. Presta, cioè, creando denaro elettronico, a chi ne fa richiesta, con una semplice digitazione di cifre su un conto di un computer, perché, comunque vada, la singola banca non pagherà mai tramite fondi propri, il prestito erogato . Tutti i soggetti in qualche modo legati ai banchieri o che comunque hanno avuto a che fare col mondo accademico, tenterebbero di ridicolizzare questa tesi, ma quella che segue è una dimostrazione difficilmente confutabile di quello che ho appena affermato.
Ma cominciamo dal principio.
I 4 elementi essenziali per capire i meccanismi di erogazione dei prestiti sono i seguenti e li elenco in ordine di importanza, dal meno al più importante:
1) La riserva obbligatoria
2) Il patrimonio di vigilanza
3) Le stanze di compensazione
4) Le garanzie
1) LA RISERVA OBBLIGATORIA
Essa viene erroneamente messa in relazione con il meccanismo della riserva frazionaria o moltiplicatore dei depositi.
Questa riserva consiste essenzialmente nel mantenere una piccola quota di contante (2%) dai versamenti di liquidità effettuati dalla clientela, allo scopo di pagare eventuali richieste di contanti da parte degli stessi depositanti.
L’errata relazione di questa riserva con il meccanismo del moltiplicatore dei depositi, deriva dal fatto che gli “esperti” del settore, sia pro che contro il signoraggio privato sull’emissione monetaria, sono convinti che il concetto riguardi l’intero sistema bancario, che riesce a prestare, con il sistema descritto all’inizio di questo documento, fino a 50 volte il contante raccolto.
Per cui, chi è contro il signoraggio è scandalizzato dal solo fatto che questa sia una reale possibilità, indipendentemente dal fatto che poi il sistema bancario ci riesca effettivamente e in che misura lo riesca a fare. Di contro, chi è pro signoraggio, sminuisce la questione in quanto la ritiene una normalità matematica.
In realtà questo meccanismo è solo teorico in quanto nella pratica bancaria non esiste. La singola banca non si sognerebbe mai di prestare il 98% di un deposito in contanti, trattenendo come riserva il 2%. Un direttore di banca non accenderebbe mai un mutuo, un prestito personale o un fido, aprendo la cassa e dando contanti brevi mano ad un cliente. I contanti depositati dai clienti vengono sistematicamente depositati per intero o quasi, presso la banca d’Italia a titolo di riserva obbligatoria, tenendo il filiale solo lo stretto necessario per le esigenze previste per il giorno dopo.
Quindi la teoria del moltiplicatore dei depositi si ferma subito, già al primo deposito di contante.
In realtà la teoria del moltiplicatore dei depositi fa molto comodo ai banchieri e a chi li sostiene, in quanto è una ovvietà matematica che sminuisce ciò che sostengono gli anti-signoraggisti relativamente alla loro capacità di prestare molto più di quanto raccolgono. Di fatto è una teoria che distoglie l’attenzione su quello che in realtà i banchieri fanno, che è molto più grave e che capirete nel prosieguo.
2) PATRIMONIO DI VIGILANZA
Questo, in realtà, è l’unico teorico limite alla capacità di prestare da parte delle banche, non certo la riserva obbligatoria.
Esso rappresenta la capacità di far fronte ai rischi di perdita sui finanziamenti fatti ai clienti.
Ogni tipo di prestito viene valutato secondo i criteri stabiliti dagli accordi di “Basilea 2” e per ogni prestito viene stabilita una percentuale di patrimonio che la banca deve avere per essere considerata “coperta” da rischi. Ad esempio, per un mutuo edilizio da erogarsi a Stati di Avanzamento Lavori, occorre che la banca abbia un patrimonio all'incirca dell'8-10% del mutuo erogato (la percentuale può variare un po' a seconda del rating del debitore).
3) LA STANZA DI COMPENSAZIONE
Presso la Banca d’Italia è istituita la stanza di compensazione, un luogo virtuale in cui si compensano le posizioni di credito e debito tra le banche partecipanti. Vediamo come funziona.
Quando la Banca A presta a Tizio 100.000 €uro e Tizio emette un assegno di 100.00 €uro in favore di Caio, nel momento in cui Caio versa l’assegno presso la sua Banca B, sorgerà un debito della Banca A nei confronti della Banca B all’interno della stanza di compensazione.
Quasi tutti pensano che la Banca A alla fine della giornata provvederà a pagare questo debito con il proprio patrimonio o al limite con i soldi provenienti dalla raccolta presso i clienti. In realtà non è così. La Banca A nella pratica, non paga proprio niente. Mai.
Ma allora, se non paga niente, come fa la Banca B ad essere pagata?
Occorre distinguere due tipologie di casi: il primo caso è relativo alla possibilità che la Banca A non paghi nulla alla banca B in quanto possiede dei crediti nei suoi confronti derivanti da denaro bancario (assegni o altro) emessi dalla banca B e versati sulla Banca A dai propri clienti. Il secondo caso riguarda invece la possibilità che non paghi nulla in concreto, perché ricorre ad un rifinanziamento presso la Banca d’Italia, un rifinanziamento che si basa sulle garanzie del cliente.
4) LE GARANZIE
Questo è il vero fattore che permetterà alla Banca A di pagare la Banca B e ce lo dice proprio il testo del Sistema di Regolamento Lordo denominato BIREL che trovate all’indirizzo http://www.bancaditalia.it/sispaga_tesor/s...RTE_I_SEZ_I.pdf
Ma cosa fa la banca A per pagare la Banca B con la garanzia ricevuta dal cliente? Cede la garanzia alla Banca B? Certamente no.
Leggiamo a pag. 12 capitolo 2.1 del suddetto regolamento: “Anticipazione infragiornaliera in conto corrente e utilizzo delle garanzie” – Le garanzie. Ai sensi dell’art.18.1 del SEBC tutte le operazioni di rifinanziamento debbono essere effettuate a fronte di adeguate garanzie fornite dalle controparti sotto forma di trasferimenti di proprietà ovvero sotto forma di pegno.
Nelle operazioni di politica monetaria e di finanziamento infragiornaliero le controparti possono offrire a garanzia le attività idonee il cui elenco è disponibile sul sito web della BCE – www.ecb.int.
Se andiamo sul sito della BCE, a pag.40, al sottocapitolo “Strumenti di debito non negoziabili garantiti da mutui residenziali” si legge:” Tipo di attività.- Deve essere uno strumento di debito (cambiale o pagherò cambiario) garantito da un insieme di mutui ipotecari su immobili residenziali….”. Ecco quì, il gioco è fatto: ad esempio, un mutuo ipotecario permette alla Banca A di emettere una cambiale in favore della Banca Centrale con la quale si ha diritto ad avere un credito nella stanza di compensazione, di avere, cioè, denaro scritturale (per inciso, creato dal nulla) che permette alla Banca A di pagare (compensare) il debito verso la Banca B creatosi all’emissione dell’assegno da parte di Tizio in favore di Caio.
Ciò si evince meglio al Cap.B.1 a pag.15 del sempre citato regolamento, alla voce “Prestiti bancari governati dalla legge italiana”. Al comma 2 si legge:”Al momento della costituzione in garanzia in prestiti bancari sono registrati in un’apposita procedura gestita dalla Banca d’Italia (ABACO); il valore del prestito è automaticamente contabilizzato nel conto di anticipazione infragiornaliera della controparte e determina un corrispondente aumento del credito in BIREL.”
Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che le garanzie servono non già per assicurare la banca da perdite su prestiti effettuati con denaro proprio o dei clienti, bensì per permettere ad una banca di pagare a un’altra banca (tramite l’invenzione di uno strumento cartaceo, la cambiale), un prestito fatto con denaro mai posseduto, ne in proprio ne per conto di clienti.
In definitiva, la banca centrale, crea dal nulla il denaro scritturale necessario per pagare il prestito, denaro che viene ceduto alla Banca A (dietro cessione della cambiale garantita) che potrà pagare la Banca B.
La cruda realtà è che il cliente si auto-presta il denaro tramite la cessione del proprio immobile in cambio di cifre elettroniche che non si potrà mai creare da solo col suo computer perché i politici e le loro leggi non glielo permettono ma lo permettono solo ai banchieri.
UN’ULTIMA CONSIDERAZIONE
Vi siete mai chiesti perché le banche chiedono sempre una garanzia almeno doppia rispetto al prestito che erogano?
La risposta è da ricercarsi in una motivazione tecnico-contabile che cercherò di spiegare in modo comprensibile.
Ottenendo una garanzia doppia rispetto al prestito, la banca riesce a crearsi un “doppio asset” (un doppio attivo); per essere più chiari, un doppio credito, uno da utilizzare nei confronti del cliente e uno nei confronti della banca centrale che utilizzerà per pagare il debito per il rifinanziamento da essa ottenuto tramite la creazione dal nulla di denaro scritturale.
Questo doppio asset, fu descritto anche da Pierre Parisien nel suo ormai famoso “Riflusso bancario per i non iniziati” all’indirizzo http://www.signoraggio.com/signoraggio_riflussobancario.html errando però, a mio avviso, nel dire che trattasi di un asset doppio perché creato una volta in favore del cliente (quindi una passività da pagare) e una volta in proprio favore (credito da riscuotere). Inoltre espone le sue intuizioni in modo poco chiaro, facendo intendere, a parer mio, che il credito viene creato quasi per magia, con un artificio dall’odore di illegalità.
Ritengo invece che, innanzitutto l’asset apposto nell’attivo sia doppio e che vada a bilanciare lo stesso valore apposto nel passivo come debito da pagare ma, soprattutto, che il doppio asset dell’attivo sia apposto per la presenza di una garanzia data dal cliente (pegno, ipoteca o altro) che viene richiesta con valore doppio.
Qualche professionista del settore contabile potrebbe storcere il naso nell'appurare che alla concessione del prestito, venga contabilizzato nella voce crediti verso clienti il valore dell'intera garanzia e non già il valore nominale del prestito, in quanto le garanzie vanno normalmente contabilizzate a parte, tra i conti d'ordine (che sono conti puramente indicativi che si inseriscono a margine del bilancio e non lo influenzano). A costoro replico che essi non sono bene a conoscenza dei principi contabili che usano le banche, pertanto posso dire quanto segue:
Nei bilanci delle banche, non esistono conti d’ordine pubblicati. In genere nella nota integrativa, al paragrafo “Garanzie” normalmente si legge che le variazioni si presentano generalizzate su tutte le voci del bilancio o frasi del genere.
Questo perché le banche attuano i principi contabili IAS che permettono la contabilizzazione delle garanzie non già sotto i conti d’ordine ma nelle varie voci di bilancio.
Le banche valutano, nella contabilizzazione del credito verso il cliente, non tanto il contratto di prestito (valore nominale) quanto il contratto di garanzia (di valore certamente superiore). Questa valutazione, come i professionisti sanno, è definita al Fair Value che “tecnicamente” vuol dire “valutazione corretta” o "di mercato", ma che io preferisco definire “escamotage” per avere maggior credito da spendere presso la stanza di compensazione, oltre che per avere maggiore possibilità di emettere cambiali garantite in favore della banca centrale per gli eventuali rifinanziamenti.
QUALCHE NOTA TECNICA DOVEROSA
Contabilmente (per gli amanti del settore) riporterei le scritture relative all’intero iter di un prestito chiesto, ottenuto e ripagato alla scadenza.
1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:
Crediti verso clientela (Attivo) a Debiti verso clientela (passivo) € 200.000
2) All’emissione dell’assegno per 100.000 €uro da parte di Tizio in favore di Caio, quando quest’ultimo lo verserà sulla Banca B e rientrerà presso la Banca A, si creerà il debito della Banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione, registrato come segue:
Debiti verso clientela (attivo) a debiti verso Banca B (passivo) € 100.000
3) A questo punto la Banca A emette una cambiale garantita dalle “garanzie” fornite dal cliente registrando l’operazione come segue:
Crediti verso Banca centrale (Attivo) a Titoli di debito garantiti (passivo) € 100.000
4) Il credito verso la banca centrale che si è creato con la cessione delle cambiali garantite, servirà a pagare il debito verso la banca B per l’assegno emesso da Tizio verso Caio. La registrazione sarà la seguente:
Debiti verso Banca B (ATTIVO) a Crediti verso Banca centrale (PASSIVO) € 100.000
Come vedete, non esiste esborso di denaro proveniente dal patrimonio della banca o da versamenti effettuati da clienti.
Inoltre le uniche posizioni che restano aperte sono quelle dei crediti verso clientela per € 200.000, dei debiti verso clientela per € 100.000 e i titoli di debito garantiti per € 100.000
5) A questo punto al rientro del prestito alla scadenza la banca provvederà a stornare le posizioni aperte relative prima di tutto all’importo nominale del finanziamento (€ 100.000). Con la seguente registrazione:
Debiti verso clientela (Attivo) a Crediti verso clientela (passivo) € 100.000
E infine con la restituzione alla banca centrale del rifinanziamento, tramite le somme incassate dal cliente e la conseguente restituzione della cambiale garantita. La registrazione sarà:
Titoli di debito garantiti (Attivo) a Crediti verso clientela (passivo) € 100.000
CHI HA INCASSATO IL SIGNORAGGIO?
Per capire ancora meglio il funzionamento, occorrerà che tutti voi pensiate in modo “semplice” riducendo tutta la macroeconomia e politica monetaria all’osso, con esempi esplicativi semplici come questo che segue.
Fate conto per assurdo che l’intero sistema bancario sia formato da due banche, la banca A e la banca B e che tutti i possessori di denaro esistenti siano due, Tizio cliente della banca A e Caio cliente della Banca B.
Ora, sempre per assurdo, consideriamo che sia Tizio che Caio nello stesso giorno chiedano un prestito di 100.000 €uro ciascuno alla propria banca dando a garanzia la propria casa. Tizio emette un assegno di 100.000 €uro nei confronti di Caio per l’acquisto di un terreno ma contemporaneamente Caio emette un assegno di 100.000 nei confronti di Tizio per l’acquisto di un immobile. Quando Tizio verserà l’assegno di Caio sulla sua banca A sorgerà un credito della banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione. Viceversa, sorgerà un debito della banca A verso la banca B quando Caio verserà l’assegno di Tizio sulla sua banca B.
A seguito di tutto ciò la Banca A e la banca B compenseranno i rispettivi crediti, nessuna banca pagherà nulla per i prestiti contratti, ma sia Tizio che Caio avranno 100.000 €uro in più di debiti sul groppone.
Di contro, la procedura del rifinanziamento descritta nei capitoli precedenti, viene attuata solo quando esiste un saldo a debito di una banca che non può essere da questa pagato dopo tutte le compensazioni, ma nessuna banca pagherà comunque mai niente con denaro proprio, ma pagherà tramite le garanzie dei clienti.
Da ciò si evince chiaramente che, al rientro dei soldi alla scadenza dei prestiti, laddove c’è stata compensazione naturale di debiti e crediti tra banche, il signoraggio è stato intascato dalla banca commerciale, la quale, stornando i conti accesi inizialmente (crediti verso clienti e debiti verso clienti) si ritroverà un flusso reale di cassa che non saprà come controbilanciare contabilmente. Le ipotesi sono tre:
1) la banca provvede a distruggere materialmente o elettronicamente il denaro rientrato
2) la banca inserisce in bilancio un ricavo per il totale importo del finanziamento
3) la banca invece di distruggere il capitale di rientro lo dirotta nei conti cifrati delle Clearstrem presso i paradisi fiscali
Visto che l’ipotesi n. 2 non viene mai attuata, personalmente propendo per la terza ipotesi anziché la prima, visto che, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme ammontare di denaro (migliaia di miliardi) scoperto dopo le rivelazioni di Ernsts Bakes (ex dirigente Clearstream) presso questi istituti di credito in conti cifrati.
Laddove invece la banca commerciale deve ricorrere al rifinanziamento presso la Banca centrale tramite concessione di denaro creato dal nulla, è chiaro che al rientro del finanziamento, questo andrà a beneficio della banca centrale che si approprierà del signoraggio.
LE UNIVERSITA’ (LA GIUSTIFICAZIONE SCRITTA PER IL SISTEMA BANCARIO)
Un esempio eclatante di come il mondo accademico, invece di esaminare criticamente l’attività bancaria e dare input su come dovrebbe essere riportata contabilmente, cerca di trovarne spudoratamente una giustificazione ci viene da un testo universitario come quello sulla “Moneta, credito e produzione” dell’università degli Studi di Bergamo al sito www.unibg.it/dati/bacheca/654/7141.pdf.
Al punto 2.2 “Intermediazione finanziaria delle banche “ si dice che essa consiste nella erogazione di crediti attraverso la raccolta di depositi bancari. Le banche cioè finanziano prestiti concessi al pubblico sulla base dei depositi del pubblico. Il testo continua dicendo che nella fattispecie la banca A presta a Tizio il deposito di x unità di moneta di cui e titolare Caio (perchè viene pagato) affinché Tizio possa realmente pagare Caio. Infatti sebbene il deposito di Caio sia il risultato dell’avvenuto pagamento di Tizio, l’interpretazione della registrazione in partita doppia della tavola 2 (Crediti verso Tizio a Debiti verso Caio) ci permette di giungere alla conclusione che è lo stesso deposito a finanziare tale pagamento. Avete capito come si fa? Tizio paga prima Caio, ma è come se Caio avesse finanziato Tizio per farsi pagare (tramite il proprio versamento sulla sua banca). In altre parole, attraverso la banca Caio presta a Tizio il reddito che serve per essere pagato.
Ma soprattutto:
L’università (luogo basilare da cui usciranno futuri imprenditori, economisti, giornalisti, professori e pure banchieri) liquida questa procedura con una supercazzola degna del miglior film “Amici miei” dicendo che uno finanzia l’altro invece di dire la cosa più importante che è questa:
Caio non finanzia Tizio tramite la banca giustificando la registrazione contabile “crediti verso Tizio a debiti verso Caio” bensì è Tizio che si auto-presta il denaro cedendo in garanzia la propria casa (e la registrazione contabile sarà “crediti verso Tizio a debiti verso Tizio” non verso Caio) ma se si auto-crasse il denaro (garantito dalla sua casa) non avrebbe nessun debito, ma siccome un privato, grazie al giochino delle tre carte messo in piedi con la connivenza dei politici e delle loro leggi, è capace di fare questo, Tizio se non ripaga il debito, perderà la sua casa.
CONCLUSIONI IN PILLOLE
1) La celebre frase di Einaudi “alla rarità dell’oro si è sostituita la saggezza del governatore della banca centrale” (riferendosi alla cessazione del Gold Standard e della convertibilità della moneta in oro), si può tranquillamente trasformare in “alla rarità dell’oro si è sostituito il valore del lavoro e dei beni di proprietà del popolo”.
2) La frase di cui la punto 1) si spiega col fatto che tutta la politica monetaria fatta dalle banche centrali e commerciali rigorosamente PRIVATE si basa sui beni e servizi prodotti dal popolo. Quindi un PRIVATO presta denaro, non più convertibile in oro di proprietà delle banche ma creato da nulla, all’intero popolo; denaro che acquista valore non solo grazie all’accettazione di quest’ultimo negli scambi, ma anche grazie al lavoro e ai beni di proprietà del popolo che lo garantiscono.
3) Alla luce di quanto sopra, tutto il denaro in circolazione e tutto il credito dovrebbe essere auto-emesso e auto-creato dal popolo (Stato) proprio perché è solo il popolo a dargli valore.
4) La politica monetaria è stata delegata dai politici alle banche private con la scusa che altrimenti si genererebbe inflazione occultando per bene, per connivenza e ignoranza, il fatto l’inflazione ufficiale è generata esclusivamente dall’interesse che il sistema bancario applica a tutto il denaro cartaceo e bancario circolante. Infatti, assumendo tutto il denaro circolante (pari pari misura del valore di tutta la produzione esistente) soggetto ad un interesse del 3% annuale per opera della banca centrale, diventa automatico che questo costo vada a gravare sul costo dell’intera produzione di una nazione e quindi sul costo di tutti i beni e servizi che aumenteranno di prezzo. E’ per questo motivo che gli accademici ritengono normale e fisiologica l’inflazione ufficiale più o meno al 3%. L’inflazione reale invece è dovuta oltre che a fattori speculativi soprattutto alla parte di denaro bancario circolante sotto forma di credito erogato dalle banche commerciali, sottoposto ad un interesse molto superiore al 3%.
Gioco della settimana: I Cloni
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